DOMOTICA?

NO, GRAZIE

La domotica è diventata un calderone dove tutti ci buttano dentro tutto.
Noi preferiamo parlare di Sistemi di supervisione e gestione per l’integrazione degli impianti.

Abbiamo scelto un titolo provocatorio, perché vorremmo fare un po’ di chiarezza sull’automazione.

Automazione non significa accendere una luce, alzare ed abbassare una tapparella in modo alternativo al classico interruttore o pulsante.

Automazione non significa avere un impianto elettrico bus.


Automazione significa integrare tutti i sistemi e sottosistemi della casa:

illuminazione,

motorizzazioni,

comfort termico,

intrattenimento,

multimedialità, 

sicurezza

dando origine ad un unico sistema che li supervisiona e gestisce, grazie ad un’intelligenza e una programmazione.


La programmazione, assieme ad un’accorta predisposizione, rende il sistema flessibile, adattabile alle esigenze di oggi e di domani, mettendovi al riparo da onerose opere murarie.


L’automazione non si improvvisa in cantiere, ma è frutto di una scrupolosa progettazione che vede coinvolti Voi e noi.

La progettazione da origine a preventivi chiari, precisi, inattaccabili.

La progettazione è una garanzia per Voi e per noi.


Al contrario, l’improvvisazione, fatta di bombolette spray in cantiere, riserverà inevitabilmente brutte sorprese, le classiche varianti in corso d’opera, con continue lievitazioni di costi non preventivati che Voi dovrete pagare.






Un Sistema di Supervisione, Gestione e Controllo per l’integrazione degli impianti

è conosciuto coi termini


Domotica,
Home Automation,
Automazione Domestica

nel settore residenziale


Building Automation
nel settore terziario

come si è evoluta l’automobile

VI HANNO DETTO CHE E’ ANCORA TROPPO PRESTO PER L’AUTOMAZIONE?
CHE E’ DESTINATA AGLI IMPIANTI DEL FUTURO?

come si è evoluto il televisore

Non vorrete fare da cavie!

Per molti l’automazione non è futuro, non è presente bensì passato, anche remoto dato che le ditte di automazione più prestigiose vantano quasi quarant’anni di esperienza e offrono prodotti con un’altissima affidabilità.


L’automazione sarà sicuramente il futuro, perché è l’unico mezzo per ottimizzare i consumi e ridurre i costi di gestione di qualunque edificio.


Facciamo presente che in ambito non residenziale il DM del 26 giugno 2015  entrato in vigore dal 1 ottobre 2015 riporta all’allegato 1, punto 3.2


“Al fine di ottimizzare l’uso dell’energia negli edifici, per gli edifici a uso non residenziale è reso obbligatorio un livello minimo di automazione per il controllo, la regolazione e la gestione delle tecnologie dell’edificio e degli impianti termici (BACS), corrispondente alla Classe B, come definita nella Tabella 1 della norma UNI EN 15232 e successive modifiche o norma equivalente.”


Non è che certe affermazioni derivano da una scarsa conoscenza della materia?




Un po’ di storia
i principali marchi storici
Lutron (1959) settore illuminazione
Crestron (1971) settore A/V e supervisione

Vantage (1976) settore residenziale

Amx  (1981) settore A/V e supervisione
HDL (1985) H&B Automation 

Futronix (1989) settore illuminazione


alcuni dei marchi più recenti

BTicino Myhome (1998) H&B Automation
Konnex International (1999) standard di  H&B Automation  a cui aderiscono molti produttori

Vimar By-me (2005) H&B Automation  

come si è evoluto il telefono

come dovrebbe evolversi l’impianto elettrico

Probabilmente vi avranno detto che essendo un prodotto tecnologico è soggetto a guasti, quindi è inaffidabile.

Paura della tecnologia? 

E’ vero: i prodotti elettronici possono guastarsi.

E’ anche vero che non tutti i prodotti elettronici sono uguali.

Se prendiamo dal “calderone della domotica” il primo prodotto che capita senza verificarne la storia potremmo avere qualche problema.

Facciamo attenzione a cosa scegliamo e se non siamo in grado di scegliere affidiamoci a chi ha la competenza per farlo.


Certo, potremmo aggirare la questione affidandoci ad un impianto tradizionale, ma vi chiediamo:

La Vostra auto, il Vostro smartphone, il Vostro tablet, la Vostra TV 4K, internet e altri dispositivi e mezzi di uso quotidiano non si avvalgono della tecnologia?

E rinunciate ad utilizzarli per paura che si rompano?

Se le macchine di oggi, veri concentrati di automazione, sono affidabili, nonostante le ben più gravose condizioni di esercizio, perché mai l’automazione della casa non dovrebbe essere affidabile potendo vantare una maggiore anzianità?


Nulla ci vieta di utilizzare bici, cavalli, carri per gli spostamenti.

Nulla ci vieta di utilizzare colombi viaggiatori per inviare la posta.

Nulla ci vieta si trascorrere le serate davanti al caminetto leggendo un buon libro, ascoltando della buona musica o raccontandoci delle storie.

Forse vivremmo meglio, ma non è la scelta fatta dalla maggior parte di Voi.


Forse:

e’ difficile dare valore a qualcosa che non si conosce,

e’ difficile apprezzare qualcosa che non si può vedere, toccare, sentire, perché il comfort e il risparmio che vi permette di avere l’automazione non li possiamo percepire finche non li viviamo.


Ci vuole un atto di fede pensando a quanti oggetti che fino a poco tempo fa ci spaventavano sono ora di uso comune.


Se volete conoscere l’Home & Building Automation contattateci.


Vi permetteremo di fare una scelta consapevole.



La Vostra auto: 

un concentrato di automazione


Controller Area Network, noto anche come CAN-bus,è uno standard seriale per bus principalmente di tipoautomotive e multicast introdotto negli anni ottanta dalla Robert BoschGmbH, per collegare diverse unità di controllo elettronico. 

Il protocollo di comunicazione CAN è stato reso norma internazionale nel 1993 come ISO11898-1. 

Le principali applicazioni del CAN bus sono le seguenti:

» automobili

» autocarri e autobus

» elettronica marittima

» automazione industriale

» ascensori e scale mobili

» elettronica per l’aviazione e il settore spaziale.

esempio di applicazione del CAN-bus

Probabilmente vi avranno detto che è costosa, una spesa inutile.

Vi porterebbe sicuramente fuori budget!

Il costo di un impianto elettrico è dato principalmente dalle seguenti voci:

  • scheletro (corrugati, scatole di derivazione, scatole da incasso)
  • stesura cavi e cablaggi
  • sistemi di comando (interruttori, pulsanti, sensori)
  • attuatori (relè, dimmer)
  • quadro elettrico (principale e secondari)
  • progetto e conformità


Ognuna di queste voci concorre al costo finale proporzionalmente alla qualità dei materiali e alla qualità del lavoro svolto.

Quindi due impianti sono paragonabili solo quando materiali e qualità del lavoro sono paragonabili.

Analizziamo le voci che determinano il costo di un impianto:

  • scheletro (corrugati, scatole di derivazione, scatole da incasso)

Consideriamo lo stesso numero di elementi anche se un sistema di automazione ben progettato può ridurre notevolmente il cablaggio.


  • stesura cavi e cablaggi

L’automazione richiede un minor numero di cavi, soprattutto di potenza, riducendo i costi di materiale, la manodopera, la manutenzione e i rischi di utilizzo dato che la linea bus è a bassissima tensione (SELV).


  • sistemi di comando (interruttori, pulsanti, sensori)

Le tastiere per l’automazione possono avere un costo maggiore rispetto ad alcune linee tradizionali, ma offrono più funzioni, una velocità di collegamento nettamente superiore, un’estetica sicuramente più elegante e una versatilità che di fatto le rendono più sicure ed economiche. 

I sensori più che un costo sono un investimento, perché grazie a loro è possibile automatizzare un edificio con una riduzione importante dei costi di esercizio.


  • attuatori (relè, dimmer)

I relè sono indispensabili nell’automazione mentre sono usati talvolta negli impianti tradizionali.
I dimmer permettono di variare l’intensità luminosa e di ridurre i consumi. Il loro utilizzo è più efficace abbinato a sensori. Possono essere utilizzati anche negli impianti tradizionali. E’ un costo che si ammortizza con il risparmio energetico.


  • quadro elettrico (principale e secondari)

La dimensione del quadro dipende dalla qualità dell’impianto, quindi dal numero di dispositivi che deve contenere. Sicuramente l’automazione richiede quadri di dimensioni più generose dovendo contenere gli attuatori, ma permette altresì una riduzione dei costi di intervento. 


  • progetto e conformità

Il progetto, se ben fatto, Vi mette al riparo dall’improvvisazione e da costi aggiuntivi, la conformità é necessaria in entrambe le tipologie d’impianto.


  • integrazione

Il cavallo di battaglia dell’automazione di fronte alla quale l’impianto tradizionale nulla può. 

Se ben progettata permette una notevole riduzione di costi evitando la ridondanza di dispositivi spesso inutili.


Quindi, non possiamo dire che un impianto costi più dell’altro, perché dipende da una serie di fattori specifici di ogni progetto. Sicuramente la convenienza dell’automazione è direttamente proporzionale alla dimensione e alla complessità di un progetto.


Possiamo invece aggiungere a favore dell’automazione altri punti di forza quali la flessibilità, la personalizzazione, la sicurezza, la riduzione di campi elettrici, l’aumento del valore dell’immobile, il risparmio energetico, il rispetto per l’ambiente che lasceremo ai nostri figli.


Se volete approfondire questi argomenti contattateci.





La Vostra auto: 

i vantaggi del CAN-bus


L’utilizzo del CAN-bus nelle automobili per collegare controller, attuatori e sensori ha portato i seguenti benefici:

» riduzione dei tempi di progettazione

» minori costi dei collegamenti

» affidabilità incrementata

» minori costi dell’auto

» minori costi di gestione

La Vostra casa: 

i vantaggi dell’automazione


L’utilizzo di un sistema di supervisione e gestione per l’integrazione degli impianti porta i seguenti vantaggi:

» flessibilità ed espansibilità

» minori costi dei collegamenti

» affidabilità

» integrazione

» controllo remoto

» sicurezza elettrica

» minori costi di manutenzione

» riduzione dei campi elettromagnetici

» personalizzazione

» semplicità

» maggiore autonomia per i disabili

Campi elettrici alternati


Negli ambienti dove soggiorniamo più a lungo, il letto, la scrivania e la postazione di lavoro, non dovrebbero essere presenti campi elettromagnetici. 

Soprattutto durante il sonno, momento in cui l’organismo è più sensibile, i campi elettromagnetici dovrebbero essere minimi o nulli.

La maggior parte dei campi elettrici alternati ha origine nei cavi installati sopra o sotto l’intonaco, o in apparecchi elettrici privi di messa a terra, così come nelle vicinanze dei quadri di sicurezza e dei trasformatori (integrati ad esempio nelle radio, nei sistemi di illuminazione, negli impianti stereo, negli orologi, nei giochi elettronici).

Il campo elettrico alternato emanato dagli apparecchi elettrici a spina inserita (lampade, radio), anche se spenti, è spesso così forte da richiedere una distanza di almeno uno o due metri.

Se negli impianti tradizionali la soluzione consiste nello schermare le condutture, con l’automazione interrompiamo la corrente nei relè di quadro, quindi a carico spento il campo elettrico è nullo.

Armonie Digitali s.r.l.s. - Contrà Mure San Michele, 9/a - 36100 Vicenza - p.iva 04072230248 - tel. +39 338 2017576 +39 328 6652617